
Sottotetto del Salone del complesso di Stupinigi (TO) - Documenti di cantiere, tratti da "Stupinigi", G. Gritella, Ed. Panini, 1987, Modena
Com’è cambiata l’organizzazione del cantiere oggi, e la competenza del progettista in relazione alla fabbrica dell’edificio! C’è una differenza importante tra il “sapere” e il “saper fare”: allora (nel Settecento) chi progettava “viveva” letteralmente sul cantiere; oggi, a causa dell’enorme sviluppo del settore edilizio (con un numero impressionante di lavoratori), e della complessità della normativa, che obbliga a reperire una varietà di figure professionali per redigere progetti di grandi opere, assistiamo ad una notevole distanza tra l’impresa e il progettista, il quale raramente si reca in cantiere e certo non ha un’idea così precisa del criterio di realizzazione dell‘opera, perché non ha più quella “forma mentis” di una volta , quella del capomastro.
Si può dire , insomma, che una volta il progettista era anche costruttore, con tutte le conseguenze del caso: la “scienza” era molto limitata, se commisurata all’esperienza. Oggi, i progettisti hanno la mente satura di scienza, e l’esperienza la devono acquisire in anni e anni, perché molto più “diluita” e filtrata dalle varie altre figure professionali (impresario, capocantiere, assistente di cantiere, ecc. ). Spesso si prova nostalgia dell'antica professione dell' architetto, e del forte contatto con la materia del costruito...