Genius loci

De Young Museum, San Francisco, USA. copyright © 2004 - 2006 archweb www.archweb.it
"Nella loro concezione del design, gli architetti sono stati fortemente influenzati da un vecchio mulino, una caratteristica costruzione in rame e legno che fu da loro scoperta nella vicina Ocean Beach, mentre un giorno facevano jogging seguendo il percorso attraverso il parco della Golden Gate, per avere una vista d’insieme del paesaggio circostante. Ed ecco che Jacques Herzog immagina e concepisce la facciata in rame del Museo de Young, con il suo complesso disegno di pannelli stampati alterni convessi e concavi. E’ come se fosse una sorta di sismografo in grado di registrare e trasmettere i cambiamenti di luce diurna e stagionali, quasi si trattasse di uno specchio d’acqua.Lo splendido design delle lastre di rame, impresse con disegni che si trasformano di cassetta in cassetta, è basato su foto digitalmente rielaborate dei numerosi alberi che abbelliscono il parco della Golden Gate" [Archweb]
Ecco un caso splendido di reinterpretazione della realtà, di ispirazione tratta dal sito d'intervento...il bello dell'architettura è proprio questo, ed è una capacità che non tutti hanno, nè si può acquisire: il saper "vedere" e "ascoltare" il luogo. E' il luogo stesso che ti indica la strada da seguire nella progettazione, ti lascia dei SEGNI (landmarks) che solo alcuni riescono a distinguere...per altri purtroppo, rimangono segni nell'acqua.
P.S. Per ricollegarci ai commenti al precedente post... in questi casi ecco che è sempre e comunque la realtà stessa ad essere il modello, la fonte di ispirazione per la creazione di un capolavoro.

11 Comments:
La realtà è sempre fonte d'iaspirazione perchè è quella in cui ci imbattiamo ed è bello e simpatico che spesso e volentieri gli architetti prendano spunto da essa; ma non sempre l'idea di partenza, l'ispirazione rende giustizia all'oggetto finale.Tante volte capita che l'idea ispiratrice renda l'oggetto finale ridico...insomma ci sono case a forma di pesce o centri congressi a forma di margherita, il che non sto a commentare, ma non è gradevole!!...altre volte capita che per seguire delle forme dettate dalla natura ne vada a discapito la funzionalità dell'oggetto architettonico. con il risultato di forme retoriche che non ci portano a nulla.Ok nell'ispirazione ma ricordiamoci sempre che noi facciamo architetture, che noi facciamo architettura e non scultura e non design!!!
Mi ricordi qualcuno, eh eh!...Comunque non credo proprio che quest'opera ricada nella categoria da te menzionata. Pare, a detta dei visitatori, che ci sia una completa e continua integrazione dell'edificio nel verde....dunque...giudicate voi.
P.S.: Il "Genius loci", comunque, non comprende soltanto la natura, ma il luogo in tutte le sue espressioni:le forme, lo spirito del luogo.
Guardando le foto specie quella dall'alto non mi sembra che sia ben integrata nel verde;io per integrazione intendo anche rispetto del verde e a me pare che decisamente se ne siano sbattuti del verde e hanno disboscato una bella fetta!!!Non per essere polemico ma fammi capire in che maniera attraverso quest'opera si intravede o si vede il rispetto delle forme del luogo o lo spirito del luogo...io intravedo solo la sfrenata voglia di apparire!!BOCCIATO
HO DETTO: pare che i visitatori, ovvero coloro che visitano il museo, proprio per questo tipo di "grigliato" in rame che hanno utilizzato per plasmare le pareti, si sentono immersi nel verde perchè c'è un contatto diretto con l'esterno. Hanno disboscato? Ma no, solo 27000 mq! E' un museo, non una casa unifamiliare...sai bene quanto me che per costruire devi scavare...;-) o forse era meglio farlo ipogeo? Così non costituiva più un punto di riferimento (quale voleva essere) per la Baia di San Francisco. Non è che l'architettura si debba sempre nascondere, per il rispetto del verde...bah!
Si può scavare anche senza disboscare basta trovare la zona giusta e poi a me quel grigliato mi fa sentire in prigione!!!bel punto di riferimento, proprio bello:a questo punto era meglio ipogeo!!!
Stavo scherzando....comunque mi darai atto che l'architettura ultimamente pecchi di protagonismo!!!!
Comunque più la guardo è più mi sembra una cattedrale nel deserto!!!
Eeeh, va be', ora facciamo tutto ipogeo, come i topi! ;-))))
Certo che l'architettura pecca di protagonismo...e infatti sarà l'argomento del post di domani!
La realta' mi piacerebbe analizzarla come fai tu,ma alla fine cerco sempre un elemento che mi dia l'impressione di essere in un non luogo,una foto metafisica,insomma tipo con i cieli delle ultime foto,immaggino qualcosa che non vedo nella realta',e muovendo l'obbiettivo alla fine lo trovo.Non è chiaro nenache per me!!!Che vespaio ho tirato su?
Ciao
Forse la magia sta proprio nel bloccare l'immagine, nel cogliere l'attimo che fugge....anche l'inquadratura ha la sua importanza e cioè includere delle cose ed invece escluderne delle altre.
E' vero quello che dici di creare attraverso la foto un non luogo, dall'atmosfera metafisica come in un quadro di De Chirico quasi surreale e nelle tue foto l'ho riscontrato.Forse l'obbiettivo cattura ciò che l'occhio non vede!!!Mi piacerebbe saperne di più!!!
E' proprio vero che l'inquadratura conta molto, infatti guarda una delle foto del museo, quella a volo d'uccello...da lì sì che sembra un intervento troppo invasivo...ogni foto mostra l'oggetto diverso.
P.S. :1) Per vedere le foto di cui si parla, andare sul link a destra "Eyes wide opened"
2) Per il vespaio, andare sul post precedente ;-)
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