Dove siamo? In qualche sperduto e ameno paese medievale del centro Italia? Si rischia di incontrare Benigni e Troisi, qui, che ti chiedono un fiorino...Eh no, cari miei, siamo in una città da un milione di abitanti... costruito come padiglione dell'Esposizione generale italiana artistica e industriale, che si svolse a Torino dall'aprile al novembre del 1884, non fu più demolito.
L' Italia non è proprio il paese dell'effimero. Qui tutto può assurgere alla dignità di opera d'arte, o di testimonianza, o anche solo di costruzione e, in quanto tale, essere conservata per secoli... chissà cosa direbbero in Inghilterra, o negli USA, dove sistematicamente e periodicamente vengono demoliti interi quartieri, (alcuni anche ritenuti degni di nota per il loro valore storico). Com'è lontana questa loro inquietudine dalla nostra continua, spasmodica ricerca d'eternità...

5 Comments:
E scrivi pure bene!Grazie per il link,mi piace proprio!
E' arrivato il tuo sms,cazzo il tuo compleanno,vivo proprio fuori dal mondo!Happy birthday!
Io più che spasmodica ricerca d'eternità direi soprattuto ricerca d'identità.
Il popolo italiano da sempre si è identificato attraverso l'arte la pittura e l'architettura in cio' che ha creato e sviluppato;ed è proprio nell'architettura che questa identità si rileva maggiormente.
Ultimamente a nostro malgrado l'architettura e le arti in generale rischiano di essere contaminati da soluzioni stilistiche a noi non consone generando una confusione d'identità per l'appunto!
La globalizzazione rischia di creare un modello unico generale e l'architettura ne è una vittima!
Sono d'accordo, ma la vexata quaestio è : quali realizzazioni hanno la dignità per essere mantenute e quali no? Non è facile il compito delle Sovrintendenze, ovvero l'individuare i beni da vincolare.
Dio come parlate difficiel,ma mi piace.Grazie per le foto,sono felicie che ti piacciano.Ci vediamo in settimana!
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